Questo è praticamente il seguito del post PRECARI DI STATO di ieri!
Neanche a farlo apposta, oggi la problematica dei precari, cococo, cocopro, arriva alla ribalta per una sentenza contro Alesia, capofila tra i Call Center di Italia.
Alesia dovrebbe assumere tutti i lavoratori attuali e pagare i contributi a quelli già andati via.
Ora, mi domando una serie di cose:
- i call center sono soggetti ad un turn-over pazzesco, c'è gente che non resiste nemmeno tre mesi, quindi è impensabile attivare contratti di lavoro subordinato del tipo classico, con periodo di prova, periodo di licenziamenteo etc. Ma si potrà pure inventare una nuova tipologia di contratto, che salvi capra e cavoli!
- se qualcuno è riuscito a resistere per anni in quel lavoro, la medaglia bisogna dargli! fuor di battuta, è comunque vietato rinnovare i contratti di cocopro per l'eternità, quindi dovranno per forza sottoscrivere contratti regolari.
- se Alesia dichiara utili da capogiro e medita l'ingresso in Borsa, vuol dire che i margini di profitto sono enormi. Difficile quindi che vada in fallimento per le assunzioni suddette, al massimo ridurrà i profitti!
- turbativa del mercato perchè? se la sentenza è valida, verrà richiesta ovunque la sua applicazione, quindi il mercato si adeguerà ovunque ai nuovi contratti e costi.
E speriamo che sia il primo passo per una normativa meno penalizzante per i lavoratori atipici di tutti i settori.
Call center Atesia: tremila devono essere assunti
Paola Zanca
Il lavoro nei call center è lavoro subordinato. È quanto emerge dall'indagine dell'Ispettorato del Lavoro nel call center più grande d'Italia, Atesia. Tremila dipendenti con contratti aticipici devono essere assunti, ma l'azienda denuncia già un «turbamento del mercato inaccettabile».
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