Scritto il lunedì 9 marzo 2009 alle 19:27 nella Governo di destra, Politica, Religioni, costume e integrazione, Varie nel Mondo, Vita quotidiana | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Da quel che capisco leggendo l'articolo, anche questa sarà una legge ad personam, per sè e per i ricchi d'Italia.
Perchè scusate, quante saranno mai le persone che hanno una "villa" da ampliare?
Oggi la fame di case affligge tantissimi cittadini che non trovano un tetto adeguato alle proprie risorse economiche, che siano nuove coppie o peggio famiglie sfrattate. E il programma per l'edilizia dovrebbe dare spazio e speranza proprio a loro, mentre questa proposta sembra una presa in giro.
Certo potrebbe essere una delle tante uscite infelici di B, che poi se le rimangia senza esitazioni, e quindi si dovrà aspettare la proposta definitiva, ma dalle premesse l'unica cosa che pare certa è che non ci sarà più bisogno di condoni, tanto quello che oggi è un abuso, in futuro sarà permesso!
Berlusconi: "Venerdì piano casa
Effetti straordinari, no abusi"
Il premier annuncia il varo del programma per l'ediliziamentre passeggia per il centro di Roma. E parla degli ampliamenti che saranno possibili alla "villa esistente". Poi ribadisce: "Basta con i catastrofisti e i profeti di sciagura. Bisogna essere ottimisti"
Scritto il sabato 7 marzo 2009 alle 20:10 nella Governo di destra, Politica, Leggi e diritto, Vita quotidiana | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Trovo che le ragioni del NO al nucleare siano così tante che potrei scriverci venti pagine, io che non sono certo un'esperta!
I rischi di inquinamento ambientale sono certi, il problema delle scorie è ancora irrisolto ovunque nel mondo, i tempi ed i costi di costruzione sono stratosferici, la distribuzione ardua.
E come se non bastasse già tutto questo, si dà il caso che l'Italia abbia un territorio totalmente a rischio sismico più o meno alto, e allora dove le mettiamo le centrali?
Però.. pare che in Sardegna no, ahiloro, leggete il pezzo preso da E-Polis
Lapis in fabula
Non ci resta che sperare di essere sismici
Chicco Gallus
Ma guarda tu se una regione deve cominciare a rammaricarsi del fatto di non aver terremoti.
In Sardegna c’era il sospetto che certe informazioni e caratteristiche sismiche è meglio tenerle più riservate possibili. Ecco che adesso vien fuori dagli esperti governativi, visto che sembra sia l’unica regione poco ballerina, che sarebbe il posto giusto per farci un tripudio di centrali nucleari. Non è proprio quello che uno desidera vedere dalla finestra, se non è Homer Simpson. Che si poteva fare? Far finta di nulla, rifugiarsi dietro dei “non ricordo”, dire che nei secoli passati a certe cose non si è mai fatto caso, e che non le si registrava neppure? Millantare che i sismografi con l’aria di mare arrugginiscono subito? Magari organizzarsi per riunire l’intera popolazione davanti all’istituto di Sismologia sperando di segnare un bel numero nella scala Mercalli? Curioso però, sarebbe interessante guardar le cose da un’altra prospettiva. Ma se adesso gli esperti si accorgono che praticamente tutta Italia è bellamente sismica, e c’è al massimo un solo posto non ballerino dove si potrebbero fare centrali. E per di più così lontano dai luoghi di utilizzo che solo l’infrastruttura per portare l’energia fino alla penisola sarebbe tutta da fare. Ecco, non vorrà dire che tutta questa idea di puntare sul nucleare è semplicemente una scemenza pazzesca? Scrittore satirico
Scritto il sabato 7 marzo 2009 alle 19:20 nella Governo di destra, Politica, Vita quotidiana | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Mai come in questi giorni si è tanto parlato di violenza sulle donne e di leggi per punirla.
La riflessione amara è che se ne parla soprattutto quando è coinvolto qualche extra comunitario: è ovviamente un modo strumentale per dare addosso agli immigrati clandestini, ai "diversi da noi".
Almeno qualcosa si farà a favore delle donne, ma è come dire che una minoranza cessa di essere ignorata o maltrattata solo quando c'è un altro gruppo di minoranza che la supera nell'attenzione ostile del "sentire comune".
E infatti nessuno parla molto del fatto che la maggioranza degli stupri e delle violenze sulle donne, quasi il 75%, viene perpetrata in famiglia, Violenze che non vengono quasi mai denunciate perchè con le leggi che abbiamo, il marito o compagno viene presto rimandato a casa e dopo per la donna è mooolto peggio!
Se poi l'atteggiamento mentale corrente è ancora quello dei vescovi brasialiani di cui all'articolo sotto, troppa strada abbiamo ancora da fare, ahii!
Racz nega lo stupro di Primavalle
ma il gip conferma il carcere
Resta in prigione il romeno accusato anche della violenza della Caffarella. Lui si dice innocente: "Ho un alibi". Cita nomi e circostanze che lo escluderebbero pure dallo stupro del 14 febbraio / Commenta
Milano, violentata in un supermercato di S. DE RICCARDIS
Brasile, bimba violentata dal patrigno
scomunicati i medici che la fanno abortire
Sentenza inappellabile dell'arcivescovo di Recife per tutti i sanitari coinvolti nell'interruzione della gravidanza di una piccola di 9 anni, abusata da quando ne aveva 6 e incinta di due gemelli di O. LA ROCCA
Scritto il venerdì 6 marzo 2009 alle 20:27 nella Donne, politica e costume, Governo di destra, Politica | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
L'onorevole Levi ci ripensa e stralcia dal ddl sull'editoria la parte relativa a internet che avrebbe imbrigliato i blogger: «Discuteremo insieme se e come riempire quel vuoto». Centinaia di blogger avevano scritto ai parlamentari della Commissione Cultura della Camera per chiedere di ritirarla.
Scritto il martedì 18 novembre 2008 alle 22:06 nella Governo di destra, Politica, Vita quotidiana | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Nella sua personale crociata, se ne inventa di ogni tipo ..e questo è il risultato
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Fuor di battuta, ritengo che stanare i nullafacenti nei vari uffici statali sia una cosa giustissima da fare, anche se l'eccesso porta poi a condannare tutti indistintamente, e magari persone che sono seriamente malate e per questo spesso assenti.
Quello che vorrei vedere da oggi in poi però è un riordino della burocrazia tutta. Utilizzando le tante persone in più a disposizione, se è vero che ci sono, sarebbe ora di semplificare le pratiche e renderle più veloci e meno idiote.
Oppure il risultato sarà che i fannulloni continueranno a far nulla, ma seduti ad una scrivania. Fantastico!
Scritto il lunedì 17 novembre 2008 alle 17:08 nella Governo di destra, Politica | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
La vera Storia del Ministro Brunetta, raccontata dall'Espresso. Un po' lunga, ma vale la pena di leggere.
Io mi limito ad aggiungere che ieri tutte le TV hanno trasmesso il pezzo in cui il B in sedicesimo dichiara che:
- quasi tutti i fannulloni sono di sinistra - cosa che Epifani in diretta dall'Annunziata gli ha chiesto di dimostrare, altrimenti è un bugiardo.
- che lui da questo è davvero ferito, perchè è un socialista. Un socialista di Forza Italia. Un ossimoro quasi altrettanto assurdo di quello di Storace(vedi post).
Ma questo ribadire la provenienza socialista non vorrà mica dire che si preparano ad invadere l'area di sinistra?? Nooo, che dici mai! Un po' di attenzione però non guasterebbe.
Che furbetto quel Brunetta
di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall'ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni.
La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell'università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò solennemente: "Entro dieci anni vinco il Nobel. Male che vada, sarò ministro". Eravamo a metà dei ruggenti anni '80, Brunetta era solo un professore associato e un consulente del ministro Gianni De Michelis.
Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l'ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell'esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano - parole sue - 'Lorella Cuccarini' del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza. A 'L'espresso' risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all'altezza di un Nobel. Ma c'è un settore nel quale l'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell'economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.
Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.
Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999- 2004 ha
La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in
Se la partecipazione ai lavori d'aula non è da seguace di Stakanov, neanche in commissione Brunetta appare troppo indaffarato. L'economista sul suo sito personale ci fa sapere che, da vicepresidente della commissione Industria, tra il 1999 e il 2001 ha
Il bello del mattone
LA MAPPA DELLE PROPRIETA' DI BRUNETTA
Brunetta spendeva invece molto tempo libero per mettere a segno gli affari immobiliari della sua vita. Oggi il ministro possiede un patrimonio composto da sei immobili (due ereditati a metà con il fratello) sparsi tra Venezia, Roma, Ravello e l'Umbria, per un valore di svariati milioni di euro. "Mi piacciono le case e le ho pagate con i mutui", ha sempre detto. Effettivamente per comprare e ristrutturare la magione di 420 metri quadrati
Come tanti privilegiati, riesce a ottenere un appartamento dall'Inpdai, l'ente pubblico che dovrebbe sfruttare al meglio il suo patrimonio immobiliare per garantire le pensioni ai dirigenti delle aziende. Invece, in quel tempo, come 'L'espresso' ha raccontato nell'inchiesta 'Casa nostra' del 2007, gli appartamenti più belli finivano ai soliti noti. Brunetta incluso. Un affitto che in quegli anni era un sogno per tutti i romani, persino per i dirigenti iscritti all'Inpdai ai quali sarebbe spettato. Lo racconta Tommaso Pomponi, un ex dirigente della Rai ora in pensione, che ha presentato domanda alla fine degli anni Ottanta: "Nonostante fossi stato sfrattato, non ottenni nessuna risposta. Contattai presidente e direttore generale, scrissi lettere di protesta, inutilmente". Pomponi ha pagato per anni due milioni di lire di affitto e poi ha comprato a prezzi di mercato, come tutti. Il ministro, invece, dopo essere stato inquilino per più di 15 anni con canone che non ha mai superato i 350 euro al mese, ha consolidato il suo privilegio rendendolo perpetuo: nel novembre 2005 il patrimonio degli enti infatti è stato ceduto. Brunetta compra insieme agli altri inquilini ottenendo uno sconto superiore al 40 per cento sul valore di stima. Alla fine il prezzo spuntato dal grande moralizzatore del pubblico impiego è di 113 mila euro, per una casa di 4 vani catastali, situata in uno dei punti più belli di Roma. Si tratta di un quarto piano con due graziosi balconcini e una veranda in legno. Brunetta vede le rovine di Roma e il parco dell'Appia antica. Un appartamento simile a quello del ministro vale circa mezzo milione di euro: con i suoi 113 mila euro l'economista avrebbe potuto acquistare un box.
GUARDA LO SFOGLIO: I documenti dell'acquisto della casa Inpdai
Un tuffo in Costiera Anche il buen retiro di Ravello è stato un affare immobiliare da Guinness. Brunetta, che si autodefinisce "un genio", diventa improvvisamente modesto quando passa in rassegna i suoi possedimenti campani. "Una proprietà scoscesa", ha definito questa splendida villa di 210 metri quadrati 600 metri
Per comprare i ruderi che ha poi ristrutturato ha speso 65 mila euro tra il 2003 e il 2005. "Quanto?", dice incredula Erminia Sammarco, titolare dell'agenzia immobiliare Tecnocasa di Amalfi: "Mi sembra impossibile: a quel prezzo un mio cliente ha venduto una stalla con un porcile". Oggi un rudere di 50 metri
Ma come si fa a trasformare una catapecchia senza valore in una villa di pregio? 'L'espresso' ha consultato il catasto e gli atti pubblici scoprendo così che Brunetta ha comprato due proprietà distinte per complessivi sette vani catastali, affidando i lavori di restauro alla migliore ditta del luogo. Dopo la cura Brunetta, al posto dei ruderi si materializza una villetta su tre livelli su 172 metri quadrati 40 metri quadrati 80 metri la Costiera
Il Nobel mancato "Io sono un professore di economia del lavoro, l'ho guadagnato con le unghie e con i denti. Sono uno dei più bravi d'Italia, forse d'Europa", ha spiegato Brunetta ad Alain Elkann, che di rimbalzo lo ha definito "un maestro della pasta e fagioli" prima di chiedergli la ricetta del piatto. L'economista Ada Becchi Collidà, che ha lavorato nello stesso dipartimento per otto anni, dice senza giri di parole che "Renato non è uno studioso. È prevalentemente un organizzatore, che sa dare il meglio di sé quando deve mettere insieme risorse". Alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l'idoneità a professore associato in economia l'anno precedente. Come ha ricordato in Parlamento il deputato democratico Giovanni Bachelet, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una "grande sanatoria" per i precari che gravitavano nell'università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli.
In cattedra Secondo il curriculum pubblicato sul sito dell'ateneo di Tor Vergata (dove insegna dal 1991), al tempo il giovane Brunetta poteva vantare poche pubblicazioni: una monografia di 500 pagine e due saggi. Il primo era composto di dieci pagine ed era scritto a sei mani, il secondo era un pezzo sulla riduzione dell'orario edito da 'Economia&Lavoro', la rivista della Fondazione Brodolini, di area socialista, che Brunetta stesso andrà a dirigere nel 1980. Tutto qui? Nel mondo della ricerca esistono diverse banche dati per valutare il lavoro di uno studioso. Oggi Brunetta si trova in buona posizione su quella Econlit, che misura il numero delle pubblicazioni rilevanti: 30, più della media dei suoi colleghi. La musica cambia se si guarda l'indice Isi-Thompson, quello che calcola le citazioni che un autore ha ottenuto in lavori successivi: una misura indiretta e certo non infallibile della qualità di una pubblicazione, ma che permette di farsi un'idea sull'importanza di un docente. L'indice di citazioni di Brunetta è fermo sullo zero.
Le valutazioni degli indicatori sono discutibili, ma di sicuro il mondo accademico non lo ha mai amato: "L'università ha sempre visto in lui il politico, non lo scienziato", ricorda l'ex rettore dello Iuav di Venezia, Marino Folin. Nel 1991, da professore associato, riesce a trasferirsi all'Università di Tor Vergata. In attesa del Nobel, tenta almeno di diventare professore ordinario partecipando al concorso nazionale del 1992. In
Hanno collaborato Michele Cinque e Alberto Vitucci
Scritto il lunedì 17 novembre 2008 alle 16:44 nella Governo di destra, Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Bellissima idea, vale la pena di segnalare il sito.
Sono italiana, ma Berlusconi non parla in mio nome!
MI DISSOCIO
Scritto il domenica 16 novembre 2008 alle 20:40 nella Governo di destra, Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il movimento degli studenti aveva già creato un Blog, http://annaadamolo.noblogs.org/, linkato anche a tutti gli altri blog locali nati in giro per l'Italia.
Ora hanno deciso di creare un sito www.ministeroistruzione.net/site/, - che già interferisce con quello del vero Ministero dell'istruzione - in cui dovrebbe comparire anche la proposta dell'Onda per una riforma diversa.
Purtroppo, dopo la efficacissima interferenza (braviii!) io non sono riuscita ad aprirlo, proverò di nuovo nei prossimi giorni.
Di tutta la "riforma", si fa per dire, della Gelmini, un paio di cose le condivido, e cioè il voto in condotta e l'insegnamento dell'Educazione Civica.
Il voto in condotta che può portare alla bocciatura ha due risvolti positivi: consente di contrastare il bullismo, fin troppo diffuso e su cui non voglio soffermarmi ora, e costringe i ragazzi ad una assunzione di responsabilità.
La scuola serve anche a questo: non si deve avere sempre tutto liscio e garantito, perchè la vita non è così e alla fine della scuola le batoste sono tremende. Quando nel '68 ho partecipato alla prima occupazione di una scuola a Roma, sapevo di correre quel rischio. Alla fine sono stata denunciata, e dato che una pendenza penale sembrava una punizione sufficiente, mi hanno almeno risparmiato la bocciatura. E come me tanti altri, anche nel '68 il movimento era enorme. Ma bocciature di massa non ce ne sono state.
Il risvolto negativo è che la minaccia della bocciatura è un arma di ricatto potentissima per impedire qualsiasi forma di protesta e contestazione, anche se costruttiva come questa Onda mi sembra essere. D'altra parte se un movimento è potente condiviso ed organizzato, cosa volete che facciano? che boccino migliaia di ragazzi tutti insieme? L'importante è mantenersi uniti, e questo potrebbe essere il terzo risvolto positivo.
L'Educazione Civica, che tutti abbiamo studiato poco e male, dovrebbe secondo me stimolare la nascita di uno spirito civico del tutto assente non solo dalle lezioni ma dalla vita quotidiana.
Imparare a scuola fin da piccoli che ognuno è un cittadino, e che ogni nostra azione non corretta danneggia qualcun altro che ha i nostri stessi diritti, forse aiuterebbe a far crescere tanti adulti consapevoli. Se pensate a come è cresciuta la sensibilità nei confronti dell'Ambiente proprio perchè si è iniziato a parlarne dalle elementari, forse è possibile sperare che anche con una Educazione Civica decente si possano crescere dei buoni cittadini.
Arriva il nuovo ministro "Onda" dell'Istruzione
Anna Adamolo, anagramma di Onda Anomala, ha sostituito la Gelmini. È il nuovo ministro dell'Istruzione ha un suo sito e un bel programma di Giuseppe Vespo
Scritto il sabato 15 novembre 2008 alle 21:21 nella Governo di destra, Politica, Vita quotidiana | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Traggo questo testo dalla newsletter del Centro di ricerca della pace di Viterbo, che lo ha a sua volta ripreso da un articolo dell'Unità che evidentemente mi è sfuggito. E' illuminante: spiega benissimo i punti forti, anzi terribili, della proposta di legge presentata dal Governo, perfettamente in linea con il disegno razzista ed antidemocratico di cui al Post di ieri. Altro che sicurezza!
RIFLESSIONE. LUIGI MANCONI E FEDERICO RESTA: UN DISEGNO DI LEGGE
SCANDALOSO
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 9 novembre 2008 col titolo "Governo a muso duro con poveri e immigrati" e il sommario "Homeless schedati e senza diritti. Reato di clandestinita' e 18 mesi per l'identificazione. Le ronde legalizzate. Sindaci sceriffi e pseudopoliziotti a occuparsi di ordine pubblico.
Persino il matrimonio e' subordinato al permesso di soggiorno. Viatutti i diritti"]
Sara' in aula da martedi' a Palazzo Madama il disegno di legge sulla sicurezza. Ronde istituzionali, reato di clandestinita' per gli immigrati e schedatura dei clochard. Cosi' si tagliano i diritti dei piu' poveri.
Il complesso delle misure disegna una strategia e un'ideologia affidate a un sistema di intimidazione ed esclusione. Questi i punti piu' significativi.
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La schedatura dei clochard
Si istituisce il registro delle persone che non hanno fissa dimora rimettendone a un mero decreto del Ministro dell'interno la disciplina di funzionamento. La norma contrasta con il principio di eguaglianza, assoggettando a una sorta di schedatura persone per il solo fatto di essere senza fissa dimora.
Non si specificano poi le finalita' che dovrebbero legittimare questo trattamento discriminatorio, gravemente lesivo delladignita' personale.
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Le ronde e il presidio
Gli enti locali potranno avvalersi "della collaborazione di associazioni tra cittadini" al fine, tra l'altro, di "cooperare nello svolgimento dell'attivita' di presidio del territorio"; finalita', questa, prevalente, tanto da comparire nel "titolo" della norma. Ora, coinvolgere privati nell'esercizio di una delle funzioni principali della sovranita' dello Stato contrasta con il monopolio statuale della forza. Ne' si prevede espressamente il carattere pacifico (non in armi) di tali associazioni. Se quindi esse perseguissero anche indirettamente scopi politici (il che non e' escluso dalla norma), incorrerebbero anche nel divieto di cui all'art. 18 Cost.
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Il permesso a punti
Si subordina il rilascio (e il rinnovo) del permesso di soggiorno alla stipula di un "accordo di integrazione" e si prevede l'espulsione immediata
nel caso di perdita dei "crediti", senza neppure la deroga per asilanti e rifugiati. Contrasta con il diritto internazionale subordinare uno status soggettivo (la presenza in uno Stato) alla valutazione (necessariamente discrezionale) del grado di integrazione della persona. Giudizio complesso, che l'autorita' amministrativa fatalmente esprimerebbe con criteri arbitrari: tanto piu' che non sono previsti dalla legge parametri certi ne' i fatti che determinano la perdita dei crediti (si rinvia a un regolamento, in contrasto con la riserva di legge di cui all'art. 10 Cost.).
*
L'immigrazione irregolare e' un reato
Benche' "derubricato" da delitto (com'era in origine) a contravvenzione, questo reato resta inaccettabile. Non si comprende infatti l'esigenza di incriminare l'immigrazione irregolare quando (e per fortuna) la sola misura applicabile resta quella dell'espulsione, la cui esecuzione impedisce la prosecuzione dell'azione penale, salvo riattivarla in caso di reingresso.
Inoltre - fatto gravissimo - non si prevedono cause di non punibilita' o di sospensione del processo per le vittime di tratta, o per i titolari di un permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale. Ancora: questo reato sarebbe difficilmente compatibile con lo jus migrandi sancito quale liberta' fondamentale (e non mero diritto alla fuga) dal diritto internazionale.
Infine, la norma sarebbe allo stato inapplicabile, poiche' le disposizioni del d. lgs. sul giudice di pace richiamate ai fini del procedimento... non esistono.
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Nei centri identificazione per 18 mesi
E' prevista la detenzione nei centri fino a 18 mesi in caso di difficolta' nell'accertamento dell'identita' e della nazionalita' dello straniero, o nell'acquisizione dei documenti per il viaggio. La direttiva Ce migration policy, invocata dal Governo italiano a sostegno della misura, prevede che il termine massimo di 18 mesi valga per la sola resistenza all'identificazione, il che e' diverso dalla mera difficolta' nell'accertamento. Inoltre, la direttiva sancisce il carattere di extrema ratio del trattenimento, prevedendo la liberazione dello straniero qualora non esistano verosimili possibilita' di esecuzione dell'espulsione.
Correttivi, questi, assenti dal disegno di legge, nonostante la Commissione de Mistura abbia dimostrato che i tempi per l'identificazione dello straniero non superano mai i 60 giorni. Perche' allora legittimare una simile estensione della detenzione amministrativa, per un tempo pari a quello di pene previste per reati anche di una certa gravita', invece di promuovere gli accordi di riammissione che, essi soli, rendono effettive le espulsioni? E come giustificare tale privazione della liberta' motivata solo da circostanze estranee alla condotta individuale, quali sono 'indisponibilita' dei documenti di viaggio o l'impossibilita' di identificare lo straniero?
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Quelli sinora esposti sono i contenuti principali del disegno di legge.
Altre norme, altrettanto illiberali, prevedono l'obbligatorieta' della custodia cautelare anche per i reati informatici, nonostante la Consulta e Strasburgo non abbiano censurato tale disciplina solo perche' sinora limitata ai reati di mafia; e prevedono, poi, il rimpatrio dei minori comunitari che esercitano la prostituzione, senza assicurare loro possibilita' di accoglienza e protezione in Italia. Si e' infine subordinata la possibilita' di contrarre matrimonio - diritto fondamentale e non legato alla cittadinanza - al possesso del permesso di soggiorno.
Scritto il lunedì 10 novembre 2008 alle 10:40 nella Governo di destra, Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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