Grazie agli interventi degli amici bloggers, aggiungo altre indicazioni utili sempre in tema di PRIMO INCONTRO.
Devo anche dirvi che sono rimasta sorpresa da quante cose son venute fuori da dire - e di sicuro qualcuna l'ho dimenticata - sul primo approccio con un cane.
Da cui risulta evidente come sia facile che una persona inesperta sbagli qualcosa rischiando il morso, anche in presenza di un padrone relativamente attento.
PRIMO INCONTRO - Seconda parte
Per capire in modo chiaro se il cane ha accettato di farsi toccare, ci sono alcuni segnali positivi: un suo avvicinamento unito a scodinzolio ampio ed accentuato, rilassamento del corpo, ammorbidimento della espressione degli occhi che diventano "sorridenti" o timidi o civettuoli, orecchie in posizione di riposo.
Attenzione allo scondinzolio: se è rapido e breve, e fatto solo con la punta della coda, di solito non è un segno di rilassamento, ma al contrario di un minimo di allarme da parte del cane (vorrei fare amicizia, ma non so valutarti), che si supera con una carezza morbida (non un tap tap, per capirsi).
Se la coda tende a sferzare i fianchi in orizzontale (che vuole questo scocciatore?), attenti! Se la coda poi è più alta della schiena o addirittura ritta (se si avvicina, lo mordo!), meglio tirarsi lentamente indietro e di fianco. Il cane la può abbassare di scatto e darsi la spinta da fermo per slanciarsi in avanti.
I segnali della coda sono molteplici e non è facile descriverli in modo adeguato con le parole. Proverò più avanti a scrivere un post a parte, prendendo appunti mentre osservo i miei cani, fermo restando che alcuni scodinzolii sono del tutto personali.
La prima carezza va data sempre di lato al muso o al collo, MAI sopra la testa - poi a seconda di come risponde il cane, si può anche cambiare posizione e ...rilassarsi!
C'è chi consiglia di tenersi a lato del cane, perchè sembra meno facile essere attaccati. E' relativamente vero, ma io resto sempre di fronte, perchè un cane si controlla anche e soprattutto con gli occhi e dagli occhi.
Per questo ho scritto di abbassarsi un poco. Così non si innervosisce l'animale, torreggiando su di lui, e contemporaneamente si imita l'atteggiamento dei cani stessi che, quando vogliono invitare qualcuno al gioco, si abbassano sulle zampe anteriori tenendo alto il posteriore.
Anche l'espressione del nostro viso è importante: se abbiamo un sorriso aperto e sincero, il cane sa riconoscerlo e si tranquillizza subito.
Se il cane è rilassato, il contatto fra i nostri occhi non deve essere continuo, perchè risulterebbe aggressivo da parte nostra. Ma se occorre intimidirlo, guardandolo fisso senza arretrare e con un po' di cipiglio, di solito lo si blocca.
Inoltre è dagli occhi che si capiscono immediatamente le intenzioni del cane. Dell'atteggiamento positivo ho scritto sopra, mentre se resta fisso con gli occhi appena appena dilatati - sia se lo sguardo è diretto a voi sia se è laterale - ed il corpo è rigido, di solito è pronto ad attaccare, anche solo con uno scatto della testa.
E lo scatto è di solito preceduto da una variazione degli occhi minima e fulminea, ma se l'hai vista una volta poi la riconosci sempre: si dilatano ancora di più e poi si restringono in una frazione di secondo. Pare che anche la pupilla subisca variazioni, ma non ho avuto mai modo di verificarlo di persona nei cani, mentre nei gatti è evidente.
Prima dello scatto, ovvio!, basta raddrizzarsi lentamente, ma come ingrandendosi, con un'occhiataccia e nessun arretramento!
Ricordate che la paura viene percepita dall'odorato del cane e di solito lo allarma o lo eccita, creandogli per riflesso la stessa reazione fisica.
Non è una leggenda metropolitana, ma una realtà metabolica: la paura induce il corpo a produrre in automatico un flusso di adrenalina molto elevato, che serve per prepararsi a fronteggiare una situazione a rischio, ed un cane la individua subito. Per cui se una persona dichiara apertamente di aver paura dei cani, non insistete dicendo "il cane è buono", potrebbe diventare invece una furia!
Tenete conto che tutte queste cose possono verificarsi anche con un cane conosciuto ma non di vostra proprietà. Ogni volta che lo reincontrate, dovete proprio chiedergli il permesso di toccarlo, a meno che non sia lui a chiedervelo per primo!
Puo' capitare anche che sia il vostro cane ad avere questi atteggiamenti nei confronti di estranei, ed è fondamentale riconoscere subito i suoi segnali di nervosismo, allarme, paura o un disagio qualsiasi - per intervenire a calmarlo prima che succeda qualcosa.
E' un grande esercizio di comprensione delle comunicazioni non verbali, richiede un allenamento continuo ed una attenzione costante, ma intanto anche il cane si allena a comunicare con il proprio umano e ben presto non sarà più una fatica, ma un divertimento.
... continua
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