Allora, come molti di voi già sanno, vivo in campagna, all'interno del Parco di Veio. Il giardino si trova fra la strada ed un torrente, oltre il quale c'è una collina quasi verticale, coperta da fitto bosco, che si incunea nell'abitato. Sulla riva opposta lascio frasche fino sul bordo, così gli animali possono venire all'abbeverata senza esporsi.
Già un anno fa si affacciarono una mamma cinghiale con due piccolotti, e i cani erano rimasti seduti sulla riva di qua, a guardarli con aria perplessa, facendo un BU' a testa e niente altro. Poi a marzo Harry ci ha lasciato per un infarto, e a maggio ho adottato un altro maschio che era in canile. Un cane stupendo, capace di pensiero autonomo e di obbedienza, dolcissimo e feroce.
Insomma, a luglio lui e la femmina hanno cominciato a provare grande interesse per quel che accadeva sulla riva opposta, e ogni tanto annusando l'aria partivano sparati.
All'inizio lui tornava subito ai richiami, ma lei no, perchè è sordastra. Harry la aspettava sempre o la prendeva a musate per portarla indietro, ma lui no, non ha ancora capito il problema. Così per almeno quattro volte sono dovuta andare a recuperarla, e dato che la situazione è impervia, mi son fatta male ogni volta. Poi lei ha capito che NON doveva andare, così restava sul bordo del bosco, mentre lui spariva, man mano sempre più a lungo.
Pensando dipendesse dai cinghiali, si vedevano tracce anche nello spazio al di qua del torrente, in fondo e oltre il giardino dove porto i cani a fare i bisogni, cominciavo a preoccuparmi un po'... così ho telefonato ai Guardiaparco, che mi hanno risposto di non poter far niente, perchè qualsiasi animale selvatico all'interno di un Parco diventa specie protetta.
- E se ci attaccano? chiedo - Speriamo di no! è la risposta - Una speranza è un po' poco, che faccio, vado in giro con il fucile? (che poi ci vogliono cartucce particolari, e intanto la mia anima di animalista convinta barcolla) - No signora, se gli spara noi la arrestiamo - E allora? - Chiami i naturalisti.
Chiamo i naturalisti, ufficio specifico dell'Ente Parco, mi risponde una gentilissima dottoressa che mi dice che loro possono solo fornire l'elettrificazione per la recinzione. Scarica minima, ma sgradevole, imparano subito ad evitarla.
- E gli altri animali che fanno? -Imparano a stare lontano. - Però, mi scusi, la recinzione chi la fa? - Quella tocca a lei - Impensabile, dovrei tagliare una striscia di bosco larga almeno un metro fino alla cima, praticamente in verticale. C'è il vincolo ambientale, paesaggistico e archeologico, come privata non potrò mai farlo .. e poi sai che orrore! - Noi possiamo solo darle il filo elettrico ed il motorino a batteria - Insomma, non ho difese! - Beh, signora, se avrà danni, può chiedere risarcimento. Abbiamo preparato un modulo apposito, lo trova sul sito. Se ce lo manda, lo uniamo alla nostra ricerca. - Che ricerca? - Stiamo cercando di contare le unità e di confrontarle con l'entità complessiva dei danni, per inviarla a settembre all'Istituto Faunistico che ha sede a Bologna. - E poi? - Potrebbero decidere di fare un abbattimento selezionato. - A settembre? - No, a settembre la inviamo, poi aspetteremo le decisioni.-
E nel frattempo?
La burocrazia è fantastica. Non distingue tra un cinghiale e una multa per divieto di sosta, ha i suoi tempi e non se ne scosta per nessun motivo. E mi mette a disposizione un modulo :-((
Aspettando i tempi amministrativi, l'eventuale autorizzazione di abbattimento arriverà fra un anno, con il numero di capi calcolato sulla popolazione censita quest'anno. I cinghiali, privi di nemici naturali prolificano alla grande, ormai qui intorno sono diventati una ventina. Così il prossimo anno saranno ottanta e non servirà a nulla abbatterne cinque o sei.
C'è chi li ha trovati in giardino, lì dove giocano i bambini. Sai a che serve un risarcimento se qualcuno viene ferito o se uccidono un cane!
Possibile che in un parco grandissimo come questo non si possa trovare un modo per spostarli in zone non abitate, dove almeno si riduca il rischio per le persone? Con una regola diversa, in questo caso: si abbattono solo quelli che provano a sconfinare, senza aspettare lentissime autorizzazioni specifiche.
E poi si regalino gli animali uccisi alle mense dei poveri, che sono tutte in seria difficoltà perchè il numero dei fruitori aumenta di giorno in giorno. La povertà non è una cosa astratta, in quei luoghi è tangibile, e mi sembra che la vita degli uomini abbia più valore di quella di un cinghiale.
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