Mai come in questi giorni si è tanto parlato di violenza sulle donne e di leggi per punirla.
La riflessione amara è che se ne parla soprattutto quando è coinvolto qualche extra comunitario: è ovviamente un modo strumentale per dare addosso agli immigrati clandestini, ai "diversi da noi".
Almeno qualcosa si farà a favore delle donne, ma è come dire che una minoranza cessa di essere ignorata o maltrattata solo quando c'è un altro gruppo di minoranza che la supera nell'attenzione ostile del "sentire comune".
E infatti nessuno parla molto del fatto che la maggioranza degli stupri e delle violenze sulle donne, quasi il 75%, viene perpetrata in famiglia, Violenze che non vengono quasi mai denunciate perchè con le leggi che abbiamo, il marito o compagno viene presto rimandato a casa e dopo per la donna è mooolto peggio!
Se poi l'atteggiamento mentale corrente è ancora quello dei vescovi brasialiani di cui all'articolo sotto, troppa strada abbiamo ancora da fare, ahii!
Racz nega lo stupro di Primavalle
ma il gip conferma il carcere
Resta in prigione il romeno accusato anche della violenza della Caffarella. Lui si dice innocente: "Ho un alibi". Cita nomi e circostanze che lo escluderebbero pure dallo stupro del 14 febbraio / Commenta
Milano, violentata in un supermercato di S. DE RICCARDIS
Brasile, bimba violentata dal patrigno
scomunicati i medici che la fanno abortire
Sentenza inappellabile dell'arcivescovo di Recife per tutti i sanitari coinvolti nell'interruzione della gravidanza di una piccola di 9 anni, abusata da quando ne aveva 6 e incinta di due gemelli di O. LA ROCCA

Che piacere aver ricevuto il tuo commento al mio post! E che piacere sapere che stai meglio :)
Per quanto riguarda il tuo post sono choccata per ciò che succede e ancora sono choccata per quanto hanno fatto e detto che autorità ecclesiastiche: invece di prendersela con il patrigno stupratore, verso cui dovrebbe andare l'unanime condanna del consesso civile, scomunicano i medici. Come si dice? Non c'è più mondo, non c'è più religione!
Scritto da: I Care | sabato 7 marzo 2009 a 19:02
Oggi giorno 8 è simbolo delle battaglie delle donne che con il loro sacrificio e l’impegno hanno cercato di far riconoscere e difendere i nostri diritti. Un simbolo che costantemente si deve innalzare ancora oggi perché sono forti i nostri rischi che percuotono le menti altrui, in ogni spazio del mondo e nelle diverse fette di società e tra i nostri governanti.
Mi piace il tuo post…molto articolato e nello stesso tempo essenziale e chiaro per ribadire un concetto determinante. Ancora questa mattina mi sono aggiornata sull'episodio alquanto deplorevole per come sia stato trattato dalla chiesa, la casa di Dio…ma io nn credo che questi intermediari portino la voce di Dio ma solo un pensiero di comodo.
Non si può non considerare anche la mamma, cioè una bambina che mette la sua vita a rischio.
Chiedo alla chiesa perché una bambina di solo 9 anni non ha lo stesso diritto alla vita?
Perché vogliono che lei corra i grossi rischi?
Che significato ha parlare di “diritto alla vita”?
Non c’è alcuna logica ma solo un radicale estremismo.
Poi dovrei parlare anche di violenza subita, di stato sociale, di prevenzione…ma se il nostro governo i primi tagli che ha fatto è proprio sul sociale, sulla sanità, sulla scuola…
Mi sembra proprio un gatto che si morde la coda.
Come si può intervenire su quelle fasce sociali più deboli, come si possono prevenire le violenze…sui bambini e sulle bambine, sulle donne se la scuola non ha più tanti finanziamenti per poter fare formazione, se la sanità con l’assistenza sociale nn ha più tanti finanziamenti per poter coprire l’attenzione e la cura su quelle fasce dei più deboli?
Scritto da: Maria Grazia | domenica 8 marzo 2009 a 00:35